Il Trattato di Qadeš (1259 a.C.) | Storie di Storia

Il Trattato di Qadeš (1259 a.C.)

Il Trattato di Qadeš[1] (Kinza per gli Ittiti[2]) venne stipulato nel 1259[3] a.C. fra il sovrano ittita Hattušili III[4] (1314 pressappoco–1237 a.C.)[5] ed il faraone Ramses II[6] (1303–Pi-Ramses[7], luglio/agosto 1213 o 1212 a.C.)[8][9] dopo lo scontro armato di Qadeš[10] del 1274 a.C. Si può ritenere il primo documento storico, di cui si è a conoscenza[11], concernente un accordo[12] che sancì una situazione di non belligeranza perpetua. Venne riprodotto fedelmente in diverse copie redatte in caldeo, idioma ufficiale della diplomazia di quel periodo, su lamine metalliche sottilissime in argento di grande valore. Alcune copie furono scoperte ad Hattusa, città ittita sede degli organismi legislativi e amministrativi centrali della nazione, mentre altri esemplari vennero ritrovati in Egitto. Ulteriori copie, redatte su materiali di scarsa qualità, contenenti il medesimo scritto, si possono ammirare, come per esempio il complesso delle lastre lignee di argilla, presso il Museo archeologico di Istambul, conforme alla variante ittita del patto.

Rovine di Hattusa

Il Patto di Qadeš sembra tuttora un modello a cui fare riferimento a motivo del bilanciamento dei diritti e doveri delle due parti, che una sua riproduzione è visibile al Palazzo di Vetro dell’ONU a New York. Tutti e due gli avversari, benché dicessero ai propri sudditi di aver battuto il nemico, sapevano molto bene di non aver prevalso sull’esercito rivale[13] e di come fosse indispensabile concludere in modo permanente la guerra.

Il Trattato di Qadeš (1259 a.C.)

Il trattato, rinvenuto tanto in egiziano antico quanto in lingua ittita[14], contemplava il non attaccarsi militarmente[15], l’accettazione della frontiera[16] esistente fra i due stati, le modalità per la consegna dei fuggiaschi[17] ed il sostegno reciproco[18] qualora vi fosse un aggressione militare da parte di terzi. Per confermare definitivamente il patto Ramses II si unì in matrimonio[19] con una principessa ittita[20], Maathorneferura, figlia di Hattušili III e di Pudukhipa[21]. L’accordo, ad ogni modo, cessò di avere ben presto grande rilevanza per il Paese delle Due Terre, dal momento che la migrazione dei Popoli del Mare[22] si abbatté con violenza e mandò in rovina gli Ittiti[23].

BIBLIOGRAFIA

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LOVELLI, (23 Agosto 2016). La battaglia di Kadesh. Recuperato il 12 Luglio 2018, da Storie di Storia: http://www.storiedistoria.com/2016/08/la-battaglia-di-kadesh-1275-a-c/;

LOVELLI, (11 Ottobre 2016). I Popoli del Mare. Recuperato il 12 Luglio 2018, da Storie di Storia: http://www.storiedistoria.com/2016/10/i-popoli-del-mare/;

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[1] Centro urbano di epoca remota dell’Asia sudoccidentale, situato sulle sponde del fiume Oronte, con una certa probabilità identificabile con i ruderi presenti a Tell Nebi Mend, più o meno 24 km a sud-ovest di Homs, nell’attuale Siria occidentale.

[2] Popolazione indoeuropea che visse nell’area centrale dell’Asia Minore nel II millennio a.C.

[3] Schlogl, H. A. L’antico Egitto. Bologna: Il Mulino, 2005, p. 99.

[4] Fu di cagionevole salute sin dalla nascita. Per tale motivo il genitore, Mursili II, lo consacrò alla divinità femminile Ishtar di Samuha, della quale divenne successivamente ministro ufficiale del culto e alla quale restò fedele sino al suo decesso.

[5] Bryce, T. R. The Kingdom of the Hittites. Oxford: Oxford University Press, 1998, p. 59.

[6] Monarca della XIX dinastia.

[7] Si menziona l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Pi-Ramses: la città di Ramses; http://www.storiedistoria.com/2015/08/pi-ramses-la-citta-di-ramses/ [18 agosto 2015].

[8] Clauss, M. Ramesse il Grande. Roma: Salerno, 2011, p. 26.

[9] Kitchen, K. A. Il Faraone trionfante. Ramses II e il suo tempo. Bari: Laterza, 1994, pp. 290-291.

[10] Per avere informazioni dettagliate sulla battaglia di Qadeš è possibile consultare l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. La battaglia di Kadesh; http://www.storiedistoria.com/2016/08/la-battaglia-di-kadesh-1275-a-c/ [23 agosto 2016].

[11] CantÙ, G. I misteri delle piramidi: magia e segreti dell’Antico Egitto. Milano: Giovanni De Vecchi, 1998, p. 220.

[12] Aa.Vv. Egittomania. vol. I. Novara: De Agostini, 1999, p. 2.

[13] Vandenberg, P. Ramsete il Grande. Milano: CDE, 1989, p. 202.

[14] Grimal, N. Storia dell’antico Egitto. Bari: Laterza, 2011, p. 335.

[15] Wilkinson, T. L’antico Egitto. Torino: Einaudi, 2012, p. 339.

[16] Cimmino, F. Dizionario delle dinastie faraoniche. Milano: Bompiani, 2003, p. 281.

[17] Aa.Vv. Egitto: Storia e Mistero. Novara: De Agostini, 1999, p. 285.

[18] Jacq, C. L’Egitto dei grandi faraoni. Milano: Mondadori, 1999, p. 255.

[19] Bresciani, E. L’Antico Egitto. Novara: De Agostini, 2000, p. 281.

[20] Jacq, C. Vita quotidiana dell’antico Egitto. Milano: Arnoldo Mondadori, 1999, p. 210.

[21] Arborio Mella, F. A. L'Egitto dei faraoni. Milano: Mursia, 2005, p. 212.

[22] Si rammenta l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. I Popoli del Mare; http://www.storiedistoria.com/2016/10/i-popoli-del-mare/ [11 ottobre 2016].

[23] Aa.Vv. La Grande Storia. vol. V. Milano: RBA ITALIA, 2015, p. 14.

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