Manetone: la storia d’Egitto – Leonardo Paolo Lovari

Leonardo Paolo Lovari (cultore di Storia Antica), venuto alla luce nella cittadina di Subbiano (Arezzo) nel 1959, è giornalista di professione. Inoltre è autore di diversi volumi fra i quali ricordiamo Viva Maria, Tornerà la mia estate, Ànemos Φρην: la vita è un soffio, Kemet: storia dell’antico Egitto dati alle stampe da Harmakis Edizioni.

Leonardo Paolo Lovari

Nei suoi testi il Lovari cerca di scoprire le origini della nostra civiltà, indagando e confrontando le opinioni dei maggiori studiosi esposte in alcune opere che si occupano delle culture di epoca remota. Curatore e traduttore dell’edizione in italiano del volume di Ahmed Osman Mosè e Akhenaton e del testo di Adrian Gilbert Segni Celesti, sempre per Harmakis Edizioni.

Di particolare importanza, per una piena comprensione del libro Manetone: la storia d’Egitto (pubblicato nel mese di marzo del 2016), risulta l’introduzione. Nella stessa l’autore spiega brevemente che: «la ricostruzione della storia e della civiltà egiziana è stata redatta sulla base di numerose fonti prodotte dagli Egizi, e indirettamente, lasciate da altri popoli venuti in contatto con la civiltà egizia. La storiografia egiziana rispondeva a dei criteri, in primo luogo di ordine pratico: le attività amministrative e giuridiche dovevano avere un resoconto cronologico, quindi era indispensabile avere un elenco dei faraoni per poter avere una precisa localizzazione. Esisteva poi una necessità di tipo concettuale, la storia vista come un proseguimento dell’inizio del mondo, per questo andavano memorizzati i fatti fissandoli in modo sacrale. La registrazione di avvenimenti storici poteva essere talvolta usata per uso politico, come gli Annali di Tuthmosi III, o la Battaglia di Kadesh per Ramses II. Così esisteva un’annalistica, ad esempio nella Pietra di Palermo; si tratta di un importantissimo documento purtroppo diviso in più frammenti. Il frammento principale è custodito a Palermo, ed è un pezzo di diorite dall’aspetto insignificante che non misura più di 43 centimetri di altezza per 30,5 di larghezza. Altri frammenti furono recuperati più tardi e si trovano ora al museo del Cairo. Il testo, inciso sia sul fronte che sul retro del documento, consisteva in un lungo elenco di re, dei nomi delle loro madri, e di anno in anno il livello raggiunto dalla piena del Nilo. Nel cosiddetto Canone di Torino, abbiamo i frammenti di un’attendibile cronaca che non si discosta molto da quella di Manetone. Si dice che questo papiro ieratico risalga pressappoco al regno di Ramses II (1290-1224 a.C.)».

Testa di anonimo sacerdote del culto di Serapide. Museo di Berlino.

Il giornalista, nell’opera presa in esame, fornisce ai lettori una serie di informazioni su Manetone. Infatti afferma che: «la nostra conoscenza di Manetone è incerta, ma possiamo senz’altro affermare tre cose su di lui. Sappiamo quale era la sua patria, che fu sacerdote ad Eliopoli e che si adoperava per la diffusione del culto di Serapide. Il nome Manetone (Μανεθώς, spesso scritto Μανέθων) può essere tradotto come La verità di Thoth e fu certamente un sacerdote. Sotto la XIX dinastia è descritto come Primo Sacerdote della Verità di Thoth. Il nome Manetone deriva dal copto con il significato di Stalliere, Mandriano o Cavallo, ma la parola non sembra ricorrere altrove come un nome proprio. … Sotto il nome di Manetone, la Suida sembra distinguere due scrittori: Manetone di Mendes in Egitto, capo sacerdote che scrisse sulla preparazione del Kyphi (una specie d’incenso) e Manetone di Diospolis o Sebennito (opere: Trattato sulle Dottrine Fisiche e Apotelesmatica), in esametri e altre opere astrologiche. … Egli si descrive come Sommo Sacerdote e scriba dei santuari sacri d’Egitto, nato a Sebennito e residente a Eliopoli. … A Manetone si deve la suddivisione in trenta dinastie della storia dell’antico Egitto. Tale suddivisione è in parte confermata anche da altre fonti come il Canone Reale. In realtà l’opera di Manetone, Aegyptiaca (in greco antico Aἰγυπτιακά), non ci è pervenuta e ne conosciamo solamente alcuni frammenti attraverso le opere di storici posteriori che scrissero delle epitomi utilizzando l’opera manetoniana».

Di grande utilità sono le quattro appendici, che approfondiscono argomenti già trattati nel presente volume, ed una discreta bibliografia. Nota alquanto stonata risulta l’editing che in alcuni passi dovrebbe essere più curato. Un testo meritevole di attenzione che si consiglia di leggere e regalare a coloro che sono interessati alla storia e civiltà dell’Antico Egitto.

 Titolo: Manetone: la storia d’Egitto 

Autore: Leonardo Paolo Lovari

Editore: Harmakis Edizioni

Pagg. 194

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