Sharuhen : la città di maggiore importanza degli Hyksos in Medio Oriente | Storie di Storia

Sharuhen : la città di maggiore importanza degli Hyksos in Medio Oriente

Sharuhen (oppure Saruchèn) fu un centro abitato di un passato lontano, posto nel deserto del Negev, nel quale[1] trovarono rifugio gli Hyksos[2] in seguito all’espulsione dal Paese delle Due Terre nella seconda parte del XVI secolo a.C. Le truppe del sovrano egizio Ahmose I[3] si impadronirono di questa roccaforte[4] e la distrussero totalmente dopo un blocco militare[5] protrattosi per ben tre anni[6].

INFORMAZIONI STORICHE

 La devastazione di Sharuhen fu il primo atto della nuova politica di conflitti preventivi realizzata dalla XVII dinastia egiziana per prendersi la rivincita sugli Hyksos (XV e XVI dinastia, pressappoco 1650 a.C.-più o meno 1540 a.C.), che avevano conquistato una parte dell’Egitto. I principi di Tebe[7], capeggiati da Seqerenra Ta’o (pressappoco 1595/1585[8]-1555/4 a.C.[9]), guerreggiarono contro il monarca invasore Apepi per riappropriarsi di alcuni nomi[10] (in greco antico νομόι) andati perduti. Per quanto le operazioni militari di Seqerenra Ta’o, volte al raggiungimento della cacciata degli Hyksos dal Paese delle Due Terre, ebbero esito negativo e lo stesso perse la vita  in combattimento, suo figlio Kamose (…-1550 a.C.[11]) assaltò Avaris[12], capitale[13] degli Hyksos costruita sulla diramazione di Pelusio del Delta nilotico[14]. Fu, però, il figlio più giovane, Ahmose[15], che alla fine si impossessò di Avaris[16] e allontanò per sempre gli Hyksos[17] dall’Egitto.

Tell el-Farah

La signoria degli Hyksos venne considerata una grande offesa alla dignità ed all’integrità del Paese delle Due Terre. Quindi, per evitare che in futuro vi fosse una nuova penetrazione e diffusione di popoli stranieri in territorio egiziano, l’unica cosa da fare rimase quella di attuare il dominio dell’Egitto sugli asiatici a settentrione e ad oriente[18]. Ahmose I strinse d’assedio per tre anni il centro urbano di Sharuhen, iniziando in questo modo una dura politica di conflitti preventivi. I suoi successori proseguirono questa politica e specialmente Thutmose I (XVIII dinastia), che ingrandì i possedimenti egizi a settentrione, sino allo stato monarchico di Mitanni[19], e ad oriente, sino alla Mesopotamia, ponendo le fondamenta di quello che diverrà uno degli imperi più vasti dei secoli precedenti il Medioevo.

Sharuhen viene nominata nella Sacra Bibbia (Giosuè 19,6) quando si parla della suddivisione dei territori alla tribù di Simeone[20].

LOCALITÀ ARCHEOLOGICHE

Scavi a Tel Heror

Sono state individuate diverse località archeologiche che potrebbero essere la Sharuhen di epoca remota. La maggior parte degli egittologi pensano che la Sharuhen di un passato lontano sia Tell el-Farah  (31°16′55″N 34°28′57″E). Tale località venne scoperta sul finire degli anni venti del XX secolo da Flinders Petrie[21], il quale però credette che fosse Bet-Pelet (Giosuè 15,27) e dette alle stampe la relazione particolareggiata del complesso dei ritrovamenti effettuati dal titolo Beth-Pelet I – II. Fu William F. Albright[22] a proporre che Tell el-Farah  fosse Sharuhen[23]. In seguito, negli anni trenta del XX secolo, Flinders Petrie individuò la località di Tell el-Ajjul[24] (31.467665°N 34.404297°E) e ritenne che fosse la città di Gaza di epoca remota. Questa ipotesi fu però in parte smentita e lo studioso di archeologia Aharon Kempinski, negli anni settanta del XX secolo, reputò che Tell el-Ajjul[25] fosse in realtà Sharuhen. Le asportazioni di terreno a Tell el-Ajjul, per riportare alla luce monumenti ed oggetti antichi, sono ricominciate nel 1999 per volontà di un gruppo di studiosi di archeologia svedesi e palestinesi, coordinati da Peter M. Fisher e Moain Sadeq. In conclusione Anson Rainey suggerì che Sharuhen si possa individuare nella località di Tel Heror (31.382117°N 34.606522°E).

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., Egitto: Storia e Mistero, De Agostini, Novara 1999;

AA.VV., Egittomania, De Agostini, Novara 1999;

AA.VV., Antiche Civiltà, RCS, Milano 2005;

  1. BAINES – J. MALEK, Atlante dell'Antico Egitto, De Agostini, Novara 1985;
  2. BRESCIANI, L’Antico Egitto, De Agostini, Novara 2000;
  3. BUNSON, Enciclopedia dell'Antico Egitto, Fratelli Melita, La Spezia 1995;
  4. CANTÚ, I misteri delle piramidi: magia e segreti dell’Antico Egitto, Giovanni De Vecchi, Milano 1998;
  5. CIMMINO, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bompiani, Milano 2003;
  6. DE ANGELIS - A. DI LENARDO, Exodus: dagli Hyksos a Mosè. Analisi storica sui due esodi biblici, Altera Veritas, Tivoli 2016;
  7. N. FREEDMAN – D. NOEL – A. MYERS – A. B. BECK, Eerdmans Dictionary of the Bible, Amsterdam University Press, Amsterdam 2000;
  8. GRIMAL, Storia dell’Antico Egitto, Laterza, Bari 2007;
  9. JACQ, L’Egitto dei grandi faraoni, Arnoldo Mondadori, Milano 1999;
  10. JACQ, Vita quotidiana dell’antico Egitto, Arnoldo Mondadori, Milano 1999;
  11. LOVELLI, (3 Giugno 2015). Tebe: la città dalle cento porte. Recuperato il 17 Maggio 2017, da Storie di Storia:http://www.storiedistoria.com/2015/06/tebe-la-citta-dalle-cento-porte/;
  12. LOVELLI, (5 Marzo 2017). Gli Hyksos. Recuperato il 4 Aprile 2017, da Storie di Storia: http://www.storiedistoria.com/2017/03/gli-hyksos/;
  13. LOVELLI, (28 Aprile 2017). Ahmose I: il faraone che scacciò gli Hyksos dall’Egitto. Recuperato il 17 Maggio 2017, da Storie di Storia: http://www.storiedistoria.com/2017/04/ahmose-i-il-faraone-che-scaccio-gli-hyksos-dallegitto/;
  14. QUIRKE – J. SPENCER, The British Museum Book of ancient Egypt, Thames and Hudson, New York 1992;
  15. RYHOLT, The Political Situation in Egypt during the Second Intermediate Period, c.1800-1550 BC, Museum Tusculanum Press, Copenhagen 1997;
  16. SCHLOGL, L’Antico Egitto, Il Mulino, Bologna 2005;
  17. SHAW, The Oxford History of Ancient Egypt, Oxford University Press, Oxford 2000;
  18. WILKINSON, L’Antico Egitto. Storia di un impero millenario, Einaudi, Torino 2012.

[1] Cimmino, F. Dizionario delle dinastie faraoniche. Milano: Bompiani, 2003, p. 236.

[2] Si rammenta l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Gli Hyksos; http://www.storiedistoria.com/2017/03/gli-hyksos/ [5 marzo 2017].

[3] Per avere informazioni dettagliate su Ahmose I è possibile consultare l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Ahmose I: il faraone che scacciò gli Hyksos dall’Egitto; http://www.storiedistoria.com/2017/04/ahmose-i-il-faraone-che-scaccio-gli-hyksos-dallegitto/ [28 aprile 2017].

[4] Grimal, N. Storia dell’antico Egitto. Bari: Laterza, 2011, p. 252.

[5] Aa.Vv. Egitto: Storia e Mistero. Novara: De Agostini, 1999, p. 55.

[6] Jacq, C. Vita quotidiana dell’antico Egitto. Milano: Arnoldo Mondadori, 1999, p. 117.

[7] Si menziona l’articolo pubblicato sul blog Storie di Storia: LOVELLI, G. Tebe: la città dalle cento porte; http://www.storiedistoria.com/2015/06/tebe-la-citta-dalle-cento-porte/ [3 giugno 2015].

[8] Il suo cadavere sottoposto ad imbalsamazione per ottenerne la conservazione è quello di un individuo fra i 30 ed i 40 anni.

[9] Ryholt, K. The Political Situation in Egypt during the Second Intermediate Period, c.1800-1550 BC. Copenhagen: Museum Tusculanum Press, 1997, p. 204.

[10] Questo vocabolo viene adoperato per indicare i distretti in cui era ripartito il Paese delle Due Terre.

[11] Shaw, I. The Oxford History of Ancient Egypt. Oxford: Oxford University Press, 2000, p. 481.

[12] Schlogl, H. A. L’antico Egitto. Bologna: Il Mulino, 2005, p. 56.

[13] De Angelis, A.; Di lenardo, A. Exodus: dagli Hyksos a Mosè. Analisi storica sui due esodi biblici. Tivoli: Altera Veritas, 2016, p. 25.

[14] Jacq, C. L’Egitto dei grandi faraoni. Milano: Mondadori, 1999, p. 142.

[15] Bresciani, E. L’Antico Egitto. Novara: De Agostini, 2000, p. 38.

[16] Aa.Vv. Antiche Civiltà. vol. I. Milano: RCS, 2005, p. 63.

[17] Aa.Vv. Egittomania. vol. IV. Novara: De Agostini, 1999, p. 63.

[18] CantÙ, G. I misteri delle piramidi: magia e segreti dell’Antico Egitto. Milano: Giovanni De Vecchi, 1998, pp. 213-214.

[19] Regno collocabile nella Mesopotamia settentrionale. Raggiunse la sua massima espansione sotto Shuttarna II.

[20] Secondo figlio di Giacobbe. Il termine indica pure una delle dodici tribù di Israele.

[21] Studioso inglese di archeologia e dell'antica civiltà egizia.

[22] Esperto americano di linguistica e studioso di archeologia.

[23] Freedman, D. N.; Noel, D.; Myers, A.; Beck, A. B. Eerdmans Dictionary of the Bible. Amsterdam: Amsterdam University Press, 2000, pp. 1194-1197.

[24] I ruderi si trovano nel deserto del Negev, fra i centri abitati di Raphia e Gaza.

[25] Wilkinson, T. L’antico Egitto. Torino: Einaudi, 2012, p. 210.

 

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