Le ultime diciotto ore di Gesù – Corrado Augias

Corrado Augias (Roma, 26 gennaio 1935) per professione scrive sui giornali ed è autore di numerosi libri e trasmissioni culturali per il piccolo schermo. Commenta gli eventi più significativi presso il quotidiano La Repubblica. Molte sue opere sono state tradotte negli idiomi maggiormente diffusi. Fra le tante è opportuno rammentare I segreti di New York, I segreti di Londra, I segreti di Roma e I segreti di Parigi. Insieme a Mauro Pesce ha pubblicato il testo Inchiesta su Gesù ed insieme a Marco Vannini il volume Inchiesta su Maria. Per finire, con Vladimiro Polchi ha dato alle stampe i seguenti scritti: Il sangue e il potere. Processo a Giulio Cesare, Tiberio e Nerone (2008) ed Il lato oscuro del cuore (2014).
Ponzio Pilato riceve Gesù - Duccio di Buoninsegna
Di particolare importanza, per una piena comprensione del libro Le ultime diciotto ore di Gesù (pubblicato nel mese di agosto del 2015), risulta l’introduzione redatta da Augias. Nella stessa afferma che: «qualche anno fa il teologo cattolico dissidente Hans Küng, nel suo saggio Essere cristiani, si chiese quale raffigurazione potesse meglio avvicinarsi a Gesù di Nazareth, il giovane profeta giustiziato su un patibolo romano a Gerusalemme in un anno convenzionalmente datato 33 della nostra èra. Quale immagine è quella autentica? Il giovane imberbe, bonario pastore dell’arte catacombale paleocristiana, oppure il barbuto trionfante imperatore cosmocratico della tarda iconografia relativa al culto imperiale aulico, rigido, inaccessibile, minacciosamente maestoso sullo sfondo dorato dell’eternità? È il Beau Dieu di Chartres o il misericordioso salvatore tedesco? … All’elenco di Küng si potrebbero aggiungere i film che lo hanno raccontato: Pier Paolo Pasolini, Zeffirelli, Scorsese, Mel Gibson. Due cause spiegano questi infiniti ritratti così diversi l’uno dall’altro. La prima è che Gesù è una di quelle figure sacre che ognuno è libero di immaginare secondo i suoi desideri e le sue speranze. La seconda è che sappiamo così poco di lui che nessun ritratto, nessuna fantasia, può essere considerata lontana dalla realtà poiché una realtà semplicemente non esiste; su di lui non sapremo mai più di quanto già non sappiamo, cioè poco o niente, i testi che lo raccontano sono frutto più della fede che della storia».
Corrado Augias
L’autore ritiene, ad ogni modo, che una caratteristica di Gesù sia stata il suo insegnamento innovativo, che egli ha voluto mettere in pratica nella sua breve esistenza. Prosegue sottolineando come siano pochi e scarni i documenti che hanno parlato della vita e del decesso del profeta di Nazareth e non sa spiegarsi come da una raccolta di dati così esigua abbia potuto aver origine un culto propagatosi su tutta la Terra che, passati più di venti secoli, è ancora ampiamente diffuso. Il giornalista continua dichiarando che: «anche in questo caso si possono indicare almeno un paio di ragioni. Una è certamente legata alle circostanze della sua morte così come i seguaci l’hanno divulgata. La morte umiliante di una grande personalità, l’assassinio di un innocente vittima di un’ingiustizia, diventa spesso premessa per una memoria duratura e commossa. […] L’altra ragione riguarda non più lui ma un uomo di straordinaria volontà e ingegno, Paolo di Tarso, capace di trasformare gli sparuti e spauriti seguaci di una delle tante sette ebraiche nei fondatori di una delle grandi religioni dell’umanità. Le molte incertezze che circondano lo svolgimento del dramma hanno sempre suscitato interpretazioni controverse, nei secoli passati e oggi. […] Come quel trascurabile evento (decesso in croce del carpentiere Joshua Ha-Nozri) abbia potuto suscitare un’eco durevole di tale portata, ecco un altro aspetto sul quale vale la pena di riflettere se si prescinde da una comoda spiegazione di tipo provvidenziale».
Lo scrittore mette in evidenza come tra l’arresto, il processo e la crocifissione del profeta Joshua Ha-Nozri non siano trascorsi più di venti ore. Dal calare del sole alla parte della giornata successiva che va da mezzogiorno al tramonto. Pertanto si domanda: «un processo celebrato in base a quali accuse? Secondo quale rito? Chi aveva ordinato l’arresto e perché? Soprattutto: chi aveva il potere di convalidare il provvedimento emettendo la sentenza finale?». Prosegue sostenendo che: «tutto è molto incerto. I pochi testi che parlano dell’evento, già confusi in partenza, sono stati in seguito più volte manipolati; per di più sono privi di intenti biografici o storici, anche perché nessuno dei testi è stato scritto da testimoni diretti dei fatti. Il loro scopo è tessere le lodi del personaggio, non farsi specchio della sua vita secondo criteri attendibili. I pochi dati disponibili ci permettono solo di sapere che il condannato era un uomo pio, di forte fede, tendenzialmente mite anche se, in alcune occasioni, ha ceduto a scatti d’ira o gridato frasi minacciose. Un uomo del popolo, figlio di un modesto artigiano e di una casalinga, autodidatta, pervaso d’amore per tutte le creature, per la natura e per la divinità. Come molti altri profeti della sua epoca, si diceva certo che fossero imminenti la fine dei tempi e il giudizio finale».
Ecce Homo - Antonio Ciseri
Augias considera opportuno soffermarsi non solo su Gesù ma anche sul procuratore romano Ponzio Pilato. Come trattò la questione relativa al profeta di Nazareth? Si dimostrò debole, pavido o fece rispettare il diritto romano o si dimostrò indifferente nei confronti del destino del carpentiere Joshua Ha-Nozri, che viveva in una minuscola provincia tanto distante da Roma? L’autore spiega brevemente come anche sul procuratore romano le informazioni non siano abbondanti. Da quel poco che si conosce viene fuori un individuo rozzo e tracotante. Certamente Ponzio Pilato poteva fare affidamento su consiglieri giuridici e militari e su un modesto numero di soldati. I rapporti che intratteneva con il legato di Siria Lucio Vitellio, suo superiore, non erano buoni e doveva fare di tutto per non peggiorarli. Infatti vi era la possibilità che fosse rimosso dall’incarico, che risultava molto probabilmente redditizio. Il giornalista termina l’introduzione asserendo che: «sicuramente (il procuratore romano) emise una sentenza di morte in base a valutazioni complesse, soppesando cioè rischi e convenienze, le ragioni del diritto e quelle della politica, misurando gli esiti che la decisione poteva avere sull’ordine pubblico e sui rapporti con le autorità imperiali. […] un ultimo elemento che merita una più accurata valutazione è il clima che regnava in quei giorni nella città santa di Gerusalemme, le circostanze in cui l’arresto venne eseguito, alla vigilia dell’importante festività di Pesach, che celebra la liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto. Giorni di forte tensione spirituale ma anche politica, di nervosismo, di pericoli resi più acuti dall’immensa folla concentrata in città e nella spianata del Tempio». 
Ricostruzione Tempio di Erode a Gerusalemme
In questa opera lo scrittore desidera esaminare dettagliatamente le ultime frenetiche ore di vita del profeta di Nazareth, condannato a morte a Gerusalemme nell’anno 33 della nostra èra. Avvenimenti osservati, probabilmente per la prima volta, pure dal punto di vista degli invasori romani. Augias effettua ricerche, indagini accurate ed esprime una opinione sugli scritti che hanno parlato di Joshua Ha-Nozri. Sottolinea come i personaggi di questo tragico evento preso in esame siano più angosciati e poliedrici di quanto si è abituati a ritenerli: Ponzio Pilato, individuo iracondo ed insicuro, Claudia Procula, indecifrabile ed inquieta sposa dal passato movimentato. Caio Quinto Lucilio, studioso amareggiato ed attento osservatore di quanto sta avvenendo. Nicodemo, fariseo, componente del Sinedrio e seguace di Gesù. Giuda, probabilmente considerato responsabile ingiustamente. Maddalena la più celebre fra le seguaci. Erode Antipa, un sovrano che non ha alcun potere reale ed è manovrato dai Romani. L’adultera, di cui non si conosce il nome, che il profeta di Nazareth sottrae alla esecuzione capitale da compiersi con il lancio di pietre. Giuseppe e Maria che assistono, in preda alla disperazione, al decesso del figlio. I volubili cittadini di Gerusalemme. Il giornalista riesce a riassumere in maniera coinvolgente anni di dibattiti storici e teologici, non cercando di dare una risposta a tutte le possibili domande, ma mostrando diversi dati necessari per trarre delle conclusioni.
Utile risulta la bibliografia posta alla fine del volume così come (ricorda lo scrittore): «… le conversazioni avute con il professor Remo Cacitti sulla nascita del cristianesimo; con il professor Vito Mancuso su una visione aperta e più umana della teologia cristiana; con il professor Mauro Pesce sulla vita storica di Gesù; con il professor Marco Vannini sull’idea mistica, in particolare sull’interpretazione mistica della Pasqua. A loro la mia più sentita riconoscenza». Un testo meritevole di attenzione che si consiglia di leggere e regalare a coloro che sono interessati all’esistenza storica di Gesù e all’occupazione romana in Palestina.
 
Titolo: Leultime diciotto ore di Gesù
 
Autore: Corrado Augias
 
Editore: Einaudi
 
Pag.: 246
 
 

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