Il punto della situazione | Storie di Storia

Il punto della situazione

 
 
Ogni tanto è utile fare il punto della situazione.
 
Non so se a voi è mai capitato, per i motivi più diversi, di stare lontani per mesi, magari anche un anno, dal vostro ambiente familiare e/o giro di amicizie. Il ritorno ai luoghi conosciuti riveste l'attesa di aspettative, di voglia di riabbracciare quel mondo e quelle persone da cui ci si è dovuti staccare.
E... non si trova più nessuno.
Sì, perché voi non siete stati gli unici in quel periodo ad allontanarvi, ma siete stati, anche se allora non lo sapevate, elementi parte di un trend generale. E così, come cantava Gino Paoli, non si ritrovano più gli amici di un tempo: uno lavora in una banca, l'altro è andato con la donna al mare, un altro ha chiuso il blog.
Il 2015 è stato per me l'”annus horribilis” ma, a quel che vedo, è stato foriero di cambiamenti importanti anche per numerosi altri vergatori di pixel. Ho fatto in questi giorni un giro per la rete a dare un'occhiata ai blog che seguivo un tempo e ne ho trovati parecchi abbandonati, alcuni aggiornati sporadicamente ma molti di più non aggiornati affatto almeno dal 2014.
Per non parlare di G+, che frequentavo con una certa costanza, e che ora in confronto sembra un camposanto.
D'altro canto anche questo blog avrebbe subito la sorte di fluttuazione nel diementicatoio del web se non fosse stato per la presenza indefessa dell'amico e collaboratore Giampiero Lovelli.
Io stessa, prima di aprire Storie di Storia, ho scritto con passione per quasi quattro anni in un blog che poi ha chiuso i battenti. È la vita, si dice.
I blog che seguivo erano amministrati da persone valide ed intelligenti, che postavano articoli sempre interessanti. Un piacere seguirli, insomma. E dispiace. Ma il tempo passa, le priorità cambiano e il tempo disponibile può drasticamente scemare di conseguenza. Accade a tutti.
Scrive uno di loro.

"Chi me lo fa fare?" è la domanda che credo si ponga ogni blogger che non ha annunci pubblicitari né altre forme di guadagno sul proprio blog.
È quello che mi chiedo anche io. Coi mille impegni "seri", c'è sempre la preoccupazione di aggiornare il blog in maniera più o meno costante, con qualcosa di più o meno interessante, il tutto senza alcun ritorno.

Se si esclude la visibilità , ovviamente (ammesso che la si abbia).
Io voglio fare quindi un passo indietro, ricordando lo spirito che mi ha animato quando ho aperto questo angolo virtuale.
Voglio togliermi la “preoccupazione”, che ha progressivamente fatto da padrona nei miei sentimenti, avvelenandoli, per lasciare posto al ritorno del dimenticato "piacere". Piacere di scrivere ciò che mi pare, quando mi pare, in merito a quello che mi pare. Easy.

Il blog quindi non chiude, semmai riparte di slancio. Io e Giampiero ci siamo.

Personalmente ho delle recensioni da finire (mea culpa, mea culpa, mea grandissima culpa) e provvederò a farle al più presto. Poi mi dedicherò al mio progetto e a parlare di libri e di Storia ogni volta che mi verrà lo sghiribizzo di farlo.
Avere un blog è un piacere. Se non ti diverte, che piacere è?
 

2 Risposta

  1. Anonimo
    Condivido pienamente quanto detto da Isabel e La ringrazio per le belle parole spese nei miei confronti!!<br />Giampiero
  2. Grazie a te, Giampiero per la tua presenza :)

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