Il castello di Obidos

Per la loro eccellente posizione vicino al mare e con una laguna che si estende fino ad abbracciare il promontorio, le terre intorno al castello di Obidos furono abitate fin dal Paleolitico. Fenici, Celtibèri e Romani si stabilirono in questi luoghi ed è probabile che la stessa torre sud, detta del Facho (fiaccola), abbia avuto origine da una torre di guardia di costruzione romana, avamposto della cittá di Eburobrittium, grande insediamento urbano rinvenuto negli scavi archeologici. Lo stesso nome di Obidos deriva dal nome latino che indica l'accampamento dei milites romani: oppidum.
 
L'11 gennaio 1148 il primo re del Portogallo, D. Afonso Henriques, sostenuto da Gonçalo Mendes da Maia, riconquistò la fortificazione dagli arabi, dopo un assedio iniziato a novembre dell'anno precedente. Obidos divenne uno dei cinque castelli della linea difensiva di sbarramento nel centro del regno, ideata dai Templari, contro l'avanzamento dei mori.
 
 Offerto come dono di nozze da D. Dinis a sua moglie Isabel, il castello divenne proprietà della Casa das Rainhas (casa delle regine), abolita solo nel 1834. di qui passarono la maggior parte delle regine del Portogallo, lasciando grandi benefici al luogo. Fu la regina D. Catarina d'Áustria, moglie de D. João III. che vi fece costruire, completamente a sue spese, l'acquedotto lungo tre chilometri e le fontane. Durante il regno di Manuel I il sindaco fece costruire un palazzo e modificare alcune parti del castello. Del Paço dos Alcaides (Palazzo dei Sindaci) si possono oggi ancora ammirare le finestre di stile manuelino aperte sul cortile. Sono ancora originari dell'epoca il camino esistente nella sala principale e il portale d'ingresso sormontato dai simboli delle armi reali e della Famiglia Noronha, affiancato da due sfere armillari.
Il terremoto del 1755 inferse gravi danni al castello facendo crollare anche parte delle mura esterne della città nonché alcuni templi ed edifici circostanti. Nel XX secolo l'edificio versava in stato di totale rovina e fu recuperato per installarvi una Pousada (la prima pousada del Portogallo realizzata in un edificio storico).

Obidos fu anche un luogo di combattimenti nella Guerra Peninsulare essendosi svolta qui la grande battaglia di Roliça.
Il borgo infine fu teatro della riunione preparatoria per la Rivoluzione del 25 aprile 1974 quando le Forze Armate del Portogallo posero fine al lungo regime autoritario fondato da Antonio Salazar riportando la democrazia nel Paese. 

 

 

La porta principale di ingresso alla cittadina fortificata è sormontata dalla scritta “La Vergine Maria è stata concepita senza peccato originale " e fu fatta collocare dal re D. João IV in segno di gratitudine per la protezione avuta durante il ripristino dell'indipendenza nel 1640. All'interno si trova la cappella-santuario di Nostra Signora della Misericordia, patrona del paese, con balcone di stile barocco e piastrelle blu e bianche (c.1740-1750) con motivi allegorici alla Passione di Cristo (l'agonia di Gesù nell'orto del Getsemani e il suo arresto).

 

La Chiesa di Santa Maria, situata nella piazza omonima, è il tempio principale di Obidos. Anche se la tradizione fa risalire la sua fondazione al periodo visigota, vedendola trasformata in moschea nel periodo di assoggettamento musulmano e di nuovo chiesa dopo la conquista del villaggio nel 1148, il fatto che si trovi al di fuori della cinta muraria originaria del castello sembra contraddire questa ipotesi. Pur non conoscendo la data esatta di fondazione è un dato di fatto che il priorato della nuova chiesa fu consegnato a S. Theotonius, compagno D. Afonso Henriques, grande figura della Chiesa e Priore del potente monastero di Santa Cruz a Coimbra.


Fu qui che, nel 1441, il futuro D. Alfonso V che allora aveva dieci anni, sposò sua nipote Isabel di otto anni.
Il tempio medievale fu profondamente riformato dalla Regina Leonor alla fine del XV secolo, i cui lavori si protrassero fino al primo quarto del XVI secolo.
Colpita dal terremoto del 1535, intorno al 1570 la chiesa minacciava di crollare, per cui si procedette alla sua completa ricostruzione. Così il 15 agosto 1571, il giorno dell'Assunzione della Madonna, fu posta la prima pietra della nuova chiesa con grande pompa e processione religiosa, proseguendo poi i lavori sotto la protezione della Regina D. Catarina e del Priore D. Rodrigo Sanches, chierico spagnolo, capo elemosiniere della Regina e figura di prestigio alla corte di Carlo V. Questa è la configurazione mantenuta dalla chiesa nei secoli successivi anche se ha subito nuovi interventi di miglioramenti in stile barocco con azulejos, pannelli e dipinti di navi.

 
Nella piazza di Santa Maria si trova il “Pelourinho”, una colonna di pietra rappresentante il potere municipale. Essa è decorata con una rete da pesca, simbolo di D. Leonor, moglie di D. João II. La regina scelse come emblema la rete in onore dei pescatori che raccolsero il figlio dopo un incidente di cui fu vittima.
 

Dalle mura del castello in cima alla collina si vede ergersi nella pianura sottostante il Santuário do Senhor Jesus da Pedra aperto nel 1747. L'opera è dell'architetto capitano Rodrigo Franco e ha la particolarità di articolare un volume cilindrico (esterno) con un poligono esagonale (interno), in pianta centrale alla quale si annettono tre corpi (due corrispondenti le torri e un altro che corrisponde alla sacrestia). Particolare è il gioco delle finestre invertite. L'interno presenta tre cappelle e, nell'altare maggiore, si trova la "strana" immagine di pietra di Cristo Crocifisso che, fino all'inaugurazione del Santuario, aveva trovato posto in una piccola cappella sulla strada per Caldas da Rainha dove era oggetto di grande devozione, soprattutto del re D. João V.

 
 

2 Risposta

  1. Ho visitato alcuni anni fà Obidos in portogallo e ne sono rimasto affascinato, soprattutto perchè alcune antiche botteghe e osterie sono come un tempo sia nelle suppellettili che nelle persone! <br />Don Ugo
  2. É vero. Obidos è una cittadina bellissima che ha saputo conservare il suo sapore antico. Ultimamente sta diventando un po' "turistica" ma solleva sapere che ci sono altri luoghi, un po' meno famosi e battuti, in cui ambiente e persone ci riflettono il gusto del passato.

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